Ho cominciato nel 2011 come freelance, poi tre anni in due cooperative ad Angri, in provincia di Salerno, a scrivere software di automazione per impianti industriali. Due li ho installati offshore. Poi Milano, e undici anni dentro le multinazionali della consulenza: sviluppatore, technical leader, team leader, associate manager, solution architect, project manager, enterprise architect. In quest’ordine, uno scalino alla volta.
In quegli anni ho guidato squadre fino a dodici persone su progetti internazionali, e ho visto da vicino cosa fa fallire un programma di trasformazione: quasi mai la tecnologia. Sono i referenti che non decidono, il progetto che nessuno vede in azienda, l’obiettivo che cambia ogni due settimane. Di progetti CRM in difficoltà ne ho rimessi in carreggiata parecchi, e da lì viene tutto quello che faccio oggi.
Dal novembre 2024 ho la mia azienda. Faccio la stessa cosa di prima, ma per imprese che non hanno un reparto IT e che non possono permettersi di sbagliare: come Fractional CTO siedo col vertice e trasformo la tecnologia in decisioni misurabili. Il mio metro è uno solo: cliente soddisfatto e almeno l’ottanta per cento degli obiettivi presi raggiunti. Entrambe le cose, non una.